Capitolo 5

ggi ad allenamento si fa una coreografia nuova. Ancora una volta sono dietro e non mi vedo allo specchio, ma almeno ho tanto spazio. Iniziamo la combo piegandoci di scatto in avanti: abbiamo le gambe dritte e la testa arriva alle caviglie. Da qui ci alziamo lentamente e ci giriamo spostando facendo strisciare il piede destro a destra. Arriviamo con le gambe divaricate di spalle. Portiamo in alto la mano destra e voltiamo lo sguardo a sinistra; poi cambiamo mano e guardiamo dalla parte opposta. Per voltarci verso lo specchio, incrociamo i piedi giriamo, arrivando dritte con le mani sui fianchi. Portiamo le braccia in alto di scatto e, scendendo sulle punte dei piedi, finiamo sedute sui talloni con le gambe aperte. Portiamo il bacino in avanti e indietro, controllando il movimento con le mani; scendiamo ancora fino ad arrivare sedute a terra. Giriamo sulle ginocchia e poi ci pieghiamo in avanti, lasciando scivolare il petto sul pavimento.

Riproviamo e riproviamo la coreografia. Inizio improvvisando i passi che non so, ma ripetendo la combo comincio a capirli. Il problema, ora, è farli bene. A metà lezione abbbiamo del tempo per bere e andare in bagno: io prendo il telefono e leggo due notifiche di Noemi: "Esci stasera?" "Non ho voglia di rimanere a casa."

"Ho allenamento oggi e ogni martedì".

"Ma seria? Io e la Totta abbiamo già preso da bere"

"Cosa devo fare? Uscire dalla palestra per andare a bere?"

"Puoi uscire quando hai finito"

"Domani ho verifica e probabilmente dopo allenamento sarò troppo stanca per uscire"

"Vabbè... Divertiti"

"Certo"

"Da quando hai iniziato a ballare sei diversa. Prima eravamo amiche, ora ci vediamo sì e no ogni due settimane"

"Siamo ancora amiche. Solo perché non voglio uscire a bere di martedì sera non vuol dire che non ci tenga a voi"

"Ok... Forse sono solo nervosa per altro"

"Cosa?"

La lezione ricomincia e io non faccio in tempo a leggere una risposta prima di dover riprovare la coreografia. Irene ci dice di cambiare file e io arrivo davanti. La rifaccio e finalmente riesco a vedermi; finalmente mi accorgo di ballare davvero male. Sembro un po' un'alga, un calamaro; le altre invece hanno controllo sui loro movimenti e riescono a marcarli sul tempo. Finisco allenamento con questa realizzazione incollata in testa e l'autostima sotto i piedi. Esco dalla palestra e apro il cellulare: ho cinque chiamate perse da Noemi. Apro Whatsapp e trovo una decina di messaggi suoi:

"Ho paura che Seba mi stia tradendo" "Non mi ha risposto ai messaggi per tutto il giorno eppure l'ho visto online alle due" "Sa che mi preoccupo per lui e si comporta così" "Rispondimi che ho bisogno di parlare ti prego" "Gli ho mandato una ventina di messaggi e non ha risposto a nessuno".

La chiamo:

-Ehi. Sei a casa?

-Sì. Alla fine con la Totta ho deciso che si esce quando possiamo venire tutte e tre.

-Grazie. Comunque ho visto i messaggi; se vuoi posso passare un attimo da te prima di andare a casa, così parliamo. Tanto mia mamma arriva alle nove.

-Va bene. Ti aspetto.

-Dieci minuti e arrivo.

Prendo la bici e corro da lei. E' vero che non vedo Noemi da due settimane, ma voglio comunque dimostrarle che posso esserci appena lei ne ha bisogno. Vado verso casa sua, appena uscita da allenamento, e la vedo uscire in pigiama con una sigaretta in bocca e un accendino nella mano. Esce dal cancello e mi abbraccia, senza nemmeno darmi il tempo di appoggiare la bici.

-Come stai? -le chiedo.

-Non male, ma neanche bene. Boh.

-Io non ho ancora capito perché non ti risponde più.

-Neanche io. Magari non gli funziona il telefono, magari è successo qualcosa. O magari non vuole più sentirmi... Non ho idea di cosa potrebbe star succedendo: quello è il peggio.

-Hai provato a metterti in contatto con i suoi amici?

-No. Non voglio fargli sapere che non andiamo d'accordo, perché ormai loro ricevono più attenzioni di me.

-Ora esageri. Se lui ti interessa davvero, non dovresti fermarti a ciò che pensano i suoi amici. E poi, è la prima volta che succede?

-Una volta è sparito per un giorno e poi è tornato dicendo che era rimasto offline per stare con la famiglia, durante un periodo in cui sua mamma stava male. Un'altra volta mi ha detto che non avrebbe guardato i messaggi tutto il giorno perché aveva bisogno di tempo per se.

-Non so se dire che sono stronzate o cosa. Ma semplicemente sparire così, a prescindere dal motivo, è una cosa orribile.

-Lo so. -ride lei. Io sbuffo.

-Quello che mi dà fastidio -dico- è che lui probabilmente si sta godendo la vita mentre tu sei qui a preoccuparti per lui.

-Magari gli è successo qualcosa, cosa ne sai?

-Vero, sì.

Cala il silenzio e lei respira a fondo mentre fuma, guarda in giù e scuote la testa. Odio vederla così. Mi viene un'idea:

-Hai provato a chiamare sua madre? Hai il numero?

-Non ci avevo pensato, sei un genio! Ora la chiamo.

Prende il telefono e cerca il numero, chiama e mette in vivavoce mentre aspetta una risposta.

-Pronto? -risponde la signora dall'altro capo.

-Pronto, Rita? Sono Noemi.

-Ciao! Come stai?

-Bene dai, sono solo un po' preoccupata.

-Preoccupata? Per cosa?

-Oggi non ho sentito Seba tutto il giorno e volevo sapere se fosse successo qualcosa, se stesse bene insomma. Gli ho mandato più di un messaggio oggi e non mi ha mai risposto, quindi mi sono chiesta se tu ne sapessi qualcosa.

-Non è successo nulla di preoccupante, sai. Forse è stato occupato tutto il giorno, ma io l'ho visto a pranzo e due minuti fa, quando sono tornata a casa. Adesso è uscito con gli amici, quindi non te lo posso passare, ma posso chiamarlo e vedere se a me risponde. Mi sembra strano, perché oggi mi ha sempre risposto ai messaggi.

-Tranquilla, non serve. Mi bastava sapere che sta bene, poi con lui ci parlerò io.

-Va bene, tesoro. Gli dirò di trattarti bene!

-Grazie mille. -ride Noemi al telefono.

-Di nulla. Buona serata.

-A te.

Mette giù e mi guarda. Non piange, non sorride, non parla e non si arrabbia: mi fissa e basta. Io ricambio lo sguardo, ma non riesco a mantenerlo:

-Ora sai come trattarlo.

-Come?

-Allo stesso modo in cui lui tratta te: con indifferenza. Non ha senso che tu ti preoccupi per sapere dov'è, mentre lui si diverte a farti dannare: non è giusto. Sarà così che funziona all'inizio, quando è giusto farsi desiderare e quant'altro, ma ora non ne vale più la pena.

-Hai ragione. Devo smetterla di preoccuparmi per uno che non si preoccupa per me.

-Ecco. E poi, secondo me, dovresti trovare un hobby. Dovresti imparare a fare qualcosa che nessuno ti possa portare via, nemmeno Seba.

-E' vero. Ora che ho tempo, senza di lui, posso impegnarmi in qualcosa che mi serve veramente.

-Potresti venire con me a ballare! Sai, da quando ho iniziato, ho smesso di preoccuparmi per tante cose che non mi sono mai veramente servite e ora ho un'idea...- vengo interrotta.

-Amo, perdonami, ma mi stanno chiamando i miei per andare a cenare. Ci sentiamo presto.

-Va bene. Come vuoi.

Prendo la bici e corro a casa. Non vorrei pensare male, ma non mi piace che la gente mi interrompa mentre parlo. Soprattutto se è perché non mi vogliono ascoltare.